Identità virtuale, giovani e social network. Rischi ed opportunità per gli adolescenti
Giovani e social network: quali sono rischi e opportunità della rete per gli adolescenti? In questo articolo approfondiamo il concetto di identità virtuale

Lo sviluppo dell'identità ha avvio nell'infanzia e perdura per tutto l'arco di vita, tuttavia l'adolescenza rappresenta una fase cruciale in questo processo, poiché la riflessione su chi si è e su ciò che si vuole diventare diventa più pervasiva.
La strutturazione dell'identità rappresenta un compito di sviluppo fondamentale in adolescenza e permette alla persona di definirsi in relazione al contesto ed ai ruoli assunti. L'identità ci aiuta nella relazione con gli altri e permette di mantenere una certa continuità anche a fronte di cambiamenti esterni.
L'acquisizione dell'identità è un processo continuo, che coinvolge la sfera cognitiva ed emotiva, e permette alla persona di ridefinirsi nel corso del tempo sulla base delle proprie esperienze di vita (Buday, 2019).
Identità virtuale e identità sociale
L'identità virtuale rappresenta una delle componenti dell'identità sociale ed ha assunto sempre più importanza con la diffusione dei social. I giovani sui social hanno modo sia di definire i propri profili virtuali (sui quali è, spesso, presente un forte investimento), sia di controllare e monitorare il profilo dei pari (Rossi Galante, 2019). I social, al giorno d'oggi, possono essere considerati come degli indicatori abbastanza attendibili della notorietà e dello status sociale del ragazzo, tuttavia va specificato che la popolarità dei giovani sui social network non rappresenta un indicatore di solide amicizie. Sui social si tende a dare valore più alla dimensione quantitativa (numero di like e follower) che a quella qualitativa (tipologia di rapporto esistente).
I social network e il mondo virtuale come esperienze transizionali
Buday (2019) sostiene che internet e le nuove tecnologie possono fungere da oggetti transizionali nel corso dell'adolescenza, accompagnandolo nel percorso di esplorazione di sé. Il mondo virtuale può aiutare il ragazzo nel proprio processo di individuazione in modo mediato, contribuendo così a ridurre il livello di angoscia sperimentato.
Civitarese (2013) sostiene che internet può essere vista come un'area transizionale, ovvero un mondo "quasi reale", nel quale è possibile "allenarsi" ad entrare in relazione con i pari e condividere i propri stati d'animo.
La dimensione corporea nei social
La dimensione corporea è molto importante sui social poiché nonostante le comunicazioni avvengano in forma virtuale, vi è una enorme quantità di immagini relative a corpi sulle piattaforme social (Buday, 2019). Il corpo può essere mostrato in diversi modi, a seconda del rapporto che la persona ha con la propria fisicità. Spesso in adolescenza i ragazzi hanno un rapporto ambivalente con il proprio corpo, che spesso risulta fonte di elevate angosce, soprattutto quando non è in linea con gli standard sociali o personali.
Ciò può portare gli adolescenti a pubblicare foto in pose falsate, disinibite e persino spregiudicate, mentre altri ragazzi possono arrivare a disinvestire dal proprio corpo, condividendo solo contenuti mentali o pubblicando foto di altre persone (Rossi Galante, 2019).
Like e follower: le conferme dell'immagine di sé
I follower ed i like ricevuti hanno un'importante funzione per la strutturazione dell'immagine di sé del ragazzo e possono essere sia fonte di rispecchiamento e di conferma, che di profonda vergogna e dolore. La pubblicazione di foto disinibite o in pose rischiose può originare proprio dal bisogno di ricevere like, poiché le foto audaci vengono apprezzate maggiormente.
In questo modo si arriva a presentarsi secondo i canoni della rete, che tende a premiare messaggi in cui emergono bellezza, ricchezza, successo amoroso e sociale, rinunciando a presentarsi per ciò che realmente si è.
Rete e social: tra sperimentazione e ritiro
Per i giovani, i social network possono rappresentare uno spazio relativamente protetto in cui sperimentare nuovi look, acconciature o make up, in modo tale da avere un feedback (mediato dalla rete) rispetto a come ci si vorrebbe presentare agli altri. Pubblicare la foto di un determinato abbigliamento e ricevere molti like può rassicurare l'adolescente che può, così, sentirsi più sicuro di uscire vestito in quel modo.
A volte, tuttavia, può essere presente un eccessivo investimento sulla rete, che non rappresenta più uno spazio di sperimentazione e si può finire per perdere di vista il mondo reale. In queste situazioni la rete assume una funzione non funzionale, così come quando si verificano episodi di violenza o cyberbullismo.
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BIBLIOGRAFIA
Buday, E. (2019). Identità e corpo: mentalizzazione e sperimentazione. In L. Lancini (a cura di), Il ritiro sociale negli adolescenti: la solitudine di una generazione iperconnessa (pp.71-92). Milano: Raffaello Cortina.
Civitarese G. (2013). Cyberspazio e il luogo dove avviene l'analisi. In A. Marzi (a cura di), Psicoanalisi, identità e internet. Esplorazioni in cyberspace (pp.144-162). Milano: Franco Angeli.